CORPUS

04.05.18   I    29.06.18

Inaugurazione giovedì 3 maggio, ore 18.30 – 21.30

Area35 Art Gallery presenta dal 4 maggio al 29 giugno Corpus, mostra personale di Paolo Topy, artista italo-francese, curata da Yves Peltier, critico d’arte francese e direttore di Madoura, luogo d’arte, di storia e di creazione situato a Vallauris, in Francia.

Il titolo dell’esposizione costituisce un riferimento estremamente esplicito. Le 21 opere realizzate tra il 2012 e il 2018 esprimono in modo molto diretto la relazione particolare che l’artista intrattiene con il corpo e rappresentano gli elementi su cui si costruisce la riflessione del curatore del progetto, invitato dai galleristi Giacomo Marco Valerio e Florence Santini.

Con  un mirabile alternarsi di presenza e assenza della figurazione del corpo, le sue opere  sono rivelatrici del percorso, delle ricerche, delle proposte e del significato attribuito a questo mezzo di espressione singolare e ossessionante.

L’esposizione è l’occasione di un viaggio verso un’esperienza sorprendente : l’incontro con l’ étranger, lo sconosciuto, “l’altro” attraverso  un artista fuori dal comune che permette di superare quel corpo che spesso è l’ostacolo troppo grande e troppo ingombrante. 

La visita della mostra offre la possibilità di soffermarsi sul rapporto costante e inquietante, che l’arte, soprattutto quella occidentale, intrattiene da sempre con il corpo che contribuisce a rivelare e interrogare.

Paolo Topy pone il corpo al centro della riflessione sul nostro mondo e ne indaga sia l’intimo e personale modo di relazionarci ad esso, sia la sua condivisione con gli altri quando ci confrontiamo: è l’estrazione dal nostro intimo esperire di quello che, per citare Marcel Proust, è il segreto di ciascuno  e ne è rivelazione.

Questo ampio spettro di indagine, dall’intimo al plurimo, permea la raffigurazione del corpo secondo l’artista di una forte dualità. Da una parte il corpo è evocato come oggetto, attraverso il rigoroso procedimento plastico garantito dal mezzo fotografico: è un’evocazione che agisce necessariamente come descrizione del mondo visibile ed è un “tranello” che Paolo Topy in alcune opere ci invita ad evitare (Les Mégères, Theater, Cerise de printemps). 

In altre opere il corpo è  il soggetto del  linguaggio proprio dell’artista che ne evoca la presenza attraverso quegli oggetti che ne manifestano la desinenza, il carattere, lo “spirito” (Workers, Goodbye, Cotton-bud, Soap opera, Pain).

Di fronte a questa dualità, che è all’origine di una ineluttabile difficoltà quando vogliamo rappresentare il corpo e il suo significato per averne una visione completa e definita, ecco che l’artista si spinge fino a celarne la rappresentazione: non una mancanza ma una assenza che sia occasione di illuminazione e di scoperta di mondi alternativi a quello dell’ordine sensibile.

Quando la rappresentazione del corpo riemerge nella mostra (Mohamed), è per meglio invitarci a prendere coscienza della necessità di superare limiti e ostacoli e di scoprire il prossimo, un cammino conoscitivo dell’esperire proprio attraverso il corpo e un esaustivo utilizzo di esso, accettando di vedere, ascoltare e dialogare ma anche e soprattutto accettando di percepire le cose in modo diverso.

Secondo l’artista sarà attraverso un modo nuovo e differente di conoscere ed esperire il corpo che diventeremo capaci di pensare diversamente anche gli altri e di dare un nuovo senso al rapporto che abbiamo con il nostro mondo. Un mondo ancora sottomesso alla follia degli uomini. “De l’homme à l’homme vrai le chemin passe par l’homme fou” (“Dall’uomo all’uomo vero il cammino passa attraverso l’uomo folle”) ci dice Michel Foucault nelle sua Histoire de la folie à l’âge classique. Sono le nostre follie, causa del disordine del mondo, che Paolo Topy ci invita ad osservare da vicino, acquisendo cosi’ gli strumenti atti non a inventare un mondo nuovo, ma piuttosto a ridefinire la relazione con il nostro mondo, di cui l’artista ci esorta a rinnovare l’incanto.

 

La mostra gode del patrocinio del Consolato Generale di Francia a Milano e dell’Institut Français di Milano ed è accompagnata da un catalogo, in italiano, francese e inglese, edito da Area35 Art Gallery con testo critico di Yves Peltier e introduzione di Giacomo Marco Valerio.

 

In concomitanza con la personale di Paolo Topy presso Area35, l’opera dal titolo Exotica è esposta dall’11 aprile al 29 giugno presso il Grand Hotel et de Milan.