ENZO DAL VERME

 

 Enzo Dal Verme began his career as an editorial and commercial photographer, inspired by the magic of people. Portraiture is his thing and he has continued to explore its many facets and expressions year after year. Along the way Enzo also kept busy with reportage and, being based in Milan, fashion too. 

During his twenty-odd years working in the photography industry, he has seen his work published in Vanity Fair, l’Uomo Vogue, Vogue Sport, Panorama, Marie Claire, Glamour, GQ, Gioia, Grazia, Flair, Amica, D di Repubblica, l’Espresso, The Times, Madame Figarò, Elle, Class, Max, and many other magazines.

Slowly but surely, his focus shifted from editorial and commercial photography toward a more artistic inflection. At first he didn’t feel very comfortable seeing his work in art galleries; it was so different from the subversive pleasure of having his stories on social issues published in the pages of fashion magazines. Nevertheless, he was dancing around the edges of the art scene and could not help falling in. Art has been a natural calling and that’s where his main focus is now. 

The origin of his last name dates back to 1100, when – as legend has it – a dragon called “il Grande Verme” terrorized the people of Verona. An ancestor of his slew the dragon and hence became known as Dal Verme.

Enzo is not sure he would have killed the beast… one of the best things he has learned in life is to get to know his fears rather than fight them.

One more thing: Enzo loves tofu!

Enzo Dal Verme ha cominciato la sua carriera come fotografo commerciale ed editoriale lasciandosi ispirare soprattutto dal mistero delle persone ritratte. Anno dopo anno, infatti, l’ambito che ha privilegiato è stato proprio quello del ritratto. Enzo ha anche scattato molti reportage e, vivendo a Milano, moda.

Nel corso di una ventina d’anni lavorando come fotografo, ha visto le sue immagini pubblicate sulle pagine di Vanity Fair, l’Uomo Vogue, Vogue Sport, Panorama, Marie Claire, Glamour, GQ, Gioia, Grazia, Flair, Amica, D di Repubblica, l’Espresso, The Times, Madame Figarò, Elle, Class, Max e molte altre riviste.

Poco per volta, la sua attenzione si è poi spostata dalla fotografia commerciale ed editoriale verso un approccio più legato all’arte. Inizialmente non si sentiva molto a proprio agio nel vedere le sue immagini esposte nelle gallerie. Era tutto così diverso dal piacere sovversivo provato pubblicando un reportage sociale in una rivista di moda. Nonostante ciò, ha continuato a sondare l’ambito dell’arte avvicinandosi sempre di più. L’arte è stata una attrazione naturale ed ora è diventato il suo principale campo d’azione. 

L’origine del suo nome risale al 1100 quando, dice la leggenda, un drago chiamato Il Grande Verme terrorizzava le popolazioni di Verona. Un suo avo uccise il drago e venne dunque chiamato Dal Verme.

Enzo non è sicuro che avrebbe ucciso il drago, una delle cose che considera più importanti nella vita è imparare è conoscere le proprie paure piuttosto che combatterle.

Un’ultima cosa: Enzo ama il tofu!  

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