A fior di pelle.
Ricerche sulla superficie
Paolo Schiavocampo
Barbara Colombo
Lorenzo Di Lucido
Ludovico Orombelli
Rolando Tessadri
a cura di Gabriele Salvaterra
Nel suo volume edito per la prima volta nel 1959 Il divenire delle arti, Gillo Dorfles fissa chiaramente una delle conquiste della pittura del Novecento che sarà un punto di non ritorno anche per tutte le esperienze successive. “La superficie della tela che un tempo fingeva uno spazio tridimensionale torna finalmente ad essere soltanto una superficie a due dimensioni. E da questo momento tutta quanta la superficie viene acquistando un nuovo valore”. Questo riconoscimento in apparenza piuttosto banale e limitante svela una serie di possibilità precedentemente inespresse che, su questa patina concreta e circoscritta a pochi elementi, può sviluppare inaspettatamente infiniti approcci. Da questo, conclude Dorfles, consegue che “dovremo conferire anche a quella superficie il valore di ‘protagonista’ – o quanto meno di deuteragonista – dialettico complementare di quello della forma che ne sia circoscritta e contrapposta”.
La mostra A fior di pelle, partendo da alcuni lavori dello storico maestro Paolo Schiavocampo (Palermo, 1924), racconta una serie di declinazioni artistiche in grado di sondare le incredibili qualità della pelle pittorica. A dispetto della sua bidimensionalità e riduzionismo, la superficie dimostra infatti un’inesauribile vivacità, come indicato anche nella ricerca delle generazioni più recenti dei casi di Barbara Colombo (Vimercate, MB, 1969), Lorenzo Di Lucido (Penne, PE, 1983), Ludovico Orombelli (Como, 1996) e Rolando Tessadri (Mezzolombardo, TN, 1968).
Schiavocampo, artista dalla lunga esperienza radicata nel Novecento, evidenzia una possibile strada all’impiego della superficie come dispositivo a sé stante, caratterizzata da un trattamento concreto, materico e fattuale che la riporta al flusso di vita del quotidiano. A partire da da questo punto di avvio esemplare, le proposizioni di Colombo, Di Lucido, Orombelli e Tessadri si muovono tra manualità pittorica, tautologia, sinestesia tattile e procedure di calco, rilanciando le potenzialità della superficie nel nuovo millennio e rendendola, ognuno secondo proprie inclinazioni, ancora protagonista.
Opere