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Beware
personale di Nicola Evangelisti
2 dicembre 2015 – 28 gennaio 2016 Area35 Art Gallery Milano milano
Comunicato Stampa

Nicola Evangelisti dopo aver esaminato il rapporto tra reale e virtuale nel contesto della crisi economica, prosegue la sua analisi nel progetto BEWARE in cui il senso d’insicurezza, generato dalla globale recessione, si sposta sull’asse di un reale attacco armato nel cuore dell’Occidente.

L’attacco alle Torri Gemelle del 2001 ha segnato un punto di rottura, un momento di svolta verso un mutamento, che lentamente, tramite crisi economiche e guerre, ha portato ad una ridefinizione degli equilibri economici, politici e religiosi. Tale cambiamento ha coinciso anche con una mutazione della percezione del mondo e della realtà. Si è infranto il mito della coesistenza pacifica, della reciprocità tra “mondo occidentale”, laico, liberale, progressista, cristiano, e il “mondo mediorientale”, inteso come l’insieme dei Paesi dove la religione islami- ca è preponderante e determina anche la legislazione vigente.

L’atto terroristico, attraverso il ricorso ad azioni ad elevato contenuto emozionale, permette di alimentare il senso d’impotenza e d’insicurezza. Fa leva sulle vulnerabilità legate al soddi- sfacimento dei fabbisogni primari, quali la sopravvivenza e la sicurezza, in modo che la po- polazione percepisca la propria fragilità e la concreta minaccia della propria incolumità. Le immagini di morte colpiscono l’emotività dello spettatore tanto più forte, quanto maggiore è l’immedesimazione, più reale l’idea del “poteva capitare anche a me”. Crea delle vittime emotive attraverso l’impatto psicologico del terrore, il dolore degli altri diventa la nostra angoscia.

Con il terrorismo vengono prodotte nuove paure, vengono amplificate quelle preesistenti, viene alimentata l’intolleranza verso gli estranei ed i diversi. Questo generale senso di disa- gio è costantemente fomentato ed amplificato attraverso un uso strumentale dei sistemi di comunicazione. Le informazioni vengono confezionate e manipolate creando una virtualità e una discrasia percettiva sui reali accadimenti. È un crollo di certezze che incrina l’equilibrio psicologico e produce un’enorme insicurezza collettiva.

Nell’ambito della mostra Beware, l’artista presenta una serie di opere che simboleggiano lo slittamento percettivo del senso del pericolo, amplificato dalla propaganda mediatica, attra- verso opere basate sui principi della percezione della forma che creano un parallelismo tra la struttura sociale e quella dell’opera d’arte introdotta dalla Gestalt.

Quelle di Evangelisti, sono installazioni giocate sulla relazione tra reale e virtuale tramite l’in- terazione di elementi fisici (bossoli, acciaio, ecc.) con altri immateriali (ologrammi, proiezioni, luci, ecc.) simboleggiano e trasformano il senso di minaccia indotto dal bombardamento mediatico, a comunicazione di pace. Ne annullano l’efficacia tramite il ribaltamento concet- tuale e percettivo di reali strumenti di guerra, come i proiettili, o di simboli, come il mirino di precisione. Le partes minimae, delle installazioni di bossoli di Evangelisti, sono elementi reite- rati che vengono percepiti nella loro totalità con il significato opposto a quello della loro fun- zione originaria. I bossoli formano lettere che a loro volta compongono parole, frasi, simboli. TARGET è una struttura olografica luminosa costituita da una colonna di acciaio che emana un fascio di luce da cui si visualizza un doppio ologramma: un mirino di precisione dal quale si vede incedere un proiettile diretto verso l’osservatore.

Il mirino di precisione viene trasformato in oggetto di tiro come un bersaglio: il ribaltamento concettuale è evidente come il completamento di una scultura fisica con una immateriale di luce olografica.

Le installazioni PEACE e FREEDOM simboli di pace composti da strumenti di morte: sono scritte realizzate con bossoli di carabina che creano una discrasia concettuale aprendo varie ipotesi interpretative, come la dinamica controversa di imporre la democrazia con le guerre.

TARGET è anche una video installazione interattiva. Un mirino di precisione da arma di fuoco segue il pubblico tramite un sensore di presenza incutendo un senso di minaccia. L’opera interagisce con il sound design creato appositamente per la mostra sul tema della perdita di sicurezza e della paura contemporanea indotta dalle minacce del terrorismo, dalle diver- sità e dai mutamenti sociali in corso.

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